di Pino Montedoro
Si sente parlare sempre più spesso di ambiente eco sostenibile e ciò è inevitabilmente legato ad un altro aspetto che va a braccetto con questo argomento. La crisi energetica, la salvaguadia dell’ambiente che ci circonda e le varie ed eventuali soluzioni da adottare. Il tutto riconducibile ad un contesto produttivo, ma soprattutto “innovativo”. Oggi l’innovazione è tutto.E’ la “mission” di ogni azienda, almeno quelle serie. Stare sul mercato ed essere allo stesso tempo innovativi e competitivi è come fare i “100 metri piani” in 9 secondi, quando gli altri ci impiegano il doppio. Pensare il futuro quotidiano recita una famosa pubblicità. Ed il futuro quotidiano può passare anche attraverso le scelte di ognuno. Tanto per iniziare, potremmo, nel nostro piccolo, contribuire alla nostra personale eco sostenibilità, quella domestica di tutti i giorni che salverà il pianeta. Ad esempio si è conclusa da poco una fiera a Rho (Milano), denominata fiera dell’Artigianato. Circa tre milioni di visitatori e, considerando la difficile situazione che attraversiamo, un successo inaspettato. Ad incuriosire il pubblico è stato soprattutto il padiglione di “Ecoabitare” dove c’era esposta “Rebecca” che non è una bellissima fotomodella, ma una casa prefabbricata eco sostenibile all’80%. Autonoma quasi del tutto dal punto di vista energetico. Sul tetto un sistema di pannelli fotovoltaici che hanno la funzione di alimentare l’impianto di illuminazione a led ed il riscaldamento. Fin qui quasi nulla di straordinario se non fosse che “Rebecca” è dotata anche di un efficacissimo sistema di recupero e depurazione dell’acqua piovana. La casa eco sostenibile è’ composta da materiali che ne garantiscono il massimo risparmio energetico ed emissione di CO2 inferiore al 78%. Ma esaminiamo, in termini di numeri, quali sono i vantaggi da qui a 20 anni per chi acquista “Rebecca”. Quasi 40 mila euro di risparmio sui consumi energetici. Circa 20 mila euro di guadagno risulteranno dalla vendita di energia fotovoltaica all’ente gestore. 27 mila euro saranno risparmiati grazie all’impianto di recupero e purificazione delle acque piovane. Insomma un cospicuo vantaggio per il nostro portafoglio ma anche per l’ambiente circostante. In un clima decisamente sereno non sono mancate però le polemiche soprattutto per la decisione del governo Berlusconi di tagliare i fondi per la detrazione del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica. Molte imprese che esponevano a Milano Fiere sono state colpite direttamente da questo provvedimento e sono preoccupate per il futuro. Purtroppo vengono tolti gli incentivi che accontentavano sia il fornitore che il cliente, laddove invece dovrebbero essere aumentati. Per il bene comune, per il nostro ambiente e per l’economia.



Il progetto è interessantissimo e non mi stupisco se il governo ha preso determinate decisioni, basta guardare agli stati uniti di bush.
Io sono per tute quelle forme di energia alternativa come il sole, il vento (e che vadano veramente al diavolo coloro che dicono che deturpao il paesaggio, intanto in olando han fatto impianti in mare e la germania ha più impianti di noi che potremmo vendergli l’energia)…
Benissimo anche per la raccolta dell’acqua constatando che anche se qui piove abbiamo sempre il problema che il nostro acquedotto fa acqua da tutte le parti, riportando perdite nelle condutture…
Se risparmio si può fare, si faccia. Soprattutto per salvare la Terra.
Caro Remo sei sempre pronto ad intervenire e mi fa piacere che una volta tanto siamo daccordo. Il pianeta va salvaguardato, su questo chi potrebbe asserire il contrario?
saluti