Il “Signor” Mc Cain e la lezione di Democrazia

barack-mccainChe Barak Obama sarebbe stato eletto il 44° presidente degli Stati Uniti d’America in linea di massima   lo si sapeva già da qualche mese. Certo nessuno avrebbe immaginato una vittoria ampissima, aldilà di ogni più rosea aspettativa. Resterà senz’altro nella storia mondiale che un afro-americano sia potuto diventare Presidente della più grande potenza economica del mondo. Ciò che personalmente mi ha impressionato, in senso positivo, non è stato tanto la questione legata al colore della pelle o alle umili origini del neo presidente Usa, quanto il discorso fatto dal grande sconfitto di turno. Di quello che io chiamerei  l’Agnello sacrificale dei repubblicani. Quel Mc Cain al quale era stato affidato l’arduo compito di cancellare dalla memoria dell’elettorato americano otto anni di disastri commessi dall’amministrazione Bush. Non ci è riuscito per ovvi motivi e di questo non bisogna darne alcuna colpa personale. Tuttavia si è dimostrato un vero leader nel momento in cui, davanti alla palese sconfitta  ed in largo anticipo rispetto ai risultati ufficiali, rivolgendosi agli elettori in lacrime, li invitava a riconoscere, senza nessun veto o remora, Barak Obama come il loro presidente. «Obama è il mio presidente» ha aggiunto l’ex eroe di guerra John Mc Cain. Una lezione di stile da prendere ad esempio, soprattutto da parte di noi italiani che ci comportiamo diversamente rispetto agli americani. Difficilmente sentiremo dire “Tizio o Caio è il mio presidente del consiglio”. Ve lo immaginate un Berlusconi od un Veltroni che dicono queste parole dopo una sconfitta? Beh, sicuramente non è tutto oro quello che luccica nella giovane democrazia americana, piena di contraddizioni e di disuguaglianze sociali. Certamente da questo punto di vista non gli si può rimproverare nulla e constatare di come il sistema elettorale statunitense metta al riparo il popolo da chiunque pensa di diventare Presidente vita natural durante. Quattro anni di mandato con la possibilità di essere riconfermati, ma non più di otto anni  e poi “Go Home”! Chissà se in Italia un giorno i nostri politici riusciranno a metabolizzare questa lezione di stile e di democrazia “made in USA”.

2 Risposte a “Il “Signor” Mc Cain e la lezione di Democrazia”


  1. 1 William 5 Novembre 2008 alle 16:26

    E´ vero… che Obama sarebbe stato eletto lo si sapeva da tempo. Io l´ho capito quando e´ venuto qui a Berlino.

    Il video di quella giornata di luglio lo trovate qui: http://www.youtube.com/watch?v=OAhb06Z8N1c

    In questo video, come in altri si vede che Obama gia´ da tempo parla da presidente e non da candidato alla presidenza.

    In seguito sono rimasto impressionato oltre che dalle sue doti oratorie, che ammiro ancora, anche dalle sue scelte strategiche.

    La scelta del suo vice Joe Biden, uomo esperto di politica estera, per confutare ogni possibile obiezione in merito alla sua inesperienza nel settore.

    In seguito l´annuncio che avrebbe chiamato a se l´ex segretario di stato di Bush ed ex veterano del Vietnam, Colin Powel.

    Ho seguito i tre dibattiti televisivi, notando i suoi nervi d´acciaio… la sua capacita´ di imparare, di migliorare se stesso, la sua ferma volonta´ di diventare il 44esimo presidente USA.

    Che un uomo di colore, in un paese come gli USA, sia arrivato alla Casa Bianca dimostra quanto sia stato titanico il compito di McCain…Non solo, come dici, gli toccava ripulire l´immagine disastrosa di 8 anni di amministrazione Bush, gli toccava confrontarsi con un avversario che ha sconfitto, prima di lui, Hillary Clinton, la moglie e consigliera di uno dei presidenti piu´ popolari che gli USA abbiano mai avuto.

    Anche Obama, nel suo discorso di ieri a Chicago, ha avuto parole di grande stima per “questo eroe (McCain) che tanto ha dato a questo paese”, aggiungendo di “essere felice di iniziare a lavorare insieme a lui, nel compito di cambiare gli Stati Uniti”.

    Penso, che e´ proprio come dici tu… non amo gli Stati Uniti, li guardo sempre con occhio critico… ma indubbiamente hai ragione nel dire che abbiamo molto da imparare da loro…

  2. 2 Cristian Gerundio 5 Novembre 2008 alle 17:14

    Parole sante Pino in Italia si prende spunto dall’ America quando si deve partire in guerra o missioni di pace come si chiamano in “Itaglia” il fatto più grave si è consumato subito dopo la vittoria di Prodi che si è gridato brogli da parte dell’ avversario facendo così si è infangato la credibilità del risultato elettorale con Veltroni invece la sconfitta era netta e credo che la sinistra abbia capito i grossi errori compiuti il primo tra tutti è quello di aver creato una coalizione in cui non tutti ci sentiamo rappresentati e questo ha pagato o pagherà non lo sò fino a quando, secondo la mia opinione se in Italia non ci sarà un Obama che riuscirà a vedere i veri problemi che certamente non sono i processi ma i problemi della gente che stà perdendo il posto una volta fisso oggi precario che stà perdendo la casa e la sta dando alla Banca, Il tfr che si stà buttando al vento grazie anche a Prodi le ultime due settimane che non si riesce ad arrivare la lotta all’ evasione ferma con questo governo, questi sono alcuni dei problemi grossi che dire aspettiamo anche noi un Obama Italiano chissà forse un giorno lo avremo anche da noi ma prima dobbiamo liberarci di questa politica ormai fatta apersonam.
    a presto Cristian


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