Torna alla ribalta il caso di Emanuela Orlandi, la ragazza rapita 25 anni fa a Roma , figlia di un funzionario del Vaticano. A far riaprire il caso, tutt’altro che risolto a distanza di tanto tempo, sono state le rivelazioni di Sabrina Minardi, ex compagna di uno dei capi della banda della Magliana: tale Enrico de Pedis detto “Renatino”. Secondo quanto emerso (ma non confermato) in questi giorni, la banda, all’epoca dei fatti, avrebbe consegnato del denaro al faccendiere Calvi che a sua volta lo rigirò al Vaticano sotto forma di “prestito” (si parla di svariati miliardi di lire). Sembra che il denaro non sia mai stato restituito e per questo “sgarro”, il De Pedis avrebbe ordinato il sequestro della ragazza, forse per usarla come “merce di scambio” per riavere indietro il “maltolto”. Posto che quest’ultima circostanza sia una leggenda metropolitana dell’ultima ora, perché non ci sono prove che confermano questa tesi, anzi ci potrebbe essere la concreta possibilità che il Vaticano non ne sappia nulla sul rapimento e la morte di Emanuela Orlandi, la riflessione è un’altra: Come mai il cardinale vicario Ugo Poletti autorizzò la sepoltura di “Renatino” De Pedis nella Basilica di Sant’Apollinare? Per questo forse il Vaticano dovrebbe avere l’obbligo morale di dare una spiegazione. Forse la risposta è che il De Pedis era un Santo e non un bandito.
Non diciamo sciocchezze, Renatino De Pedis non era un santo. Anzi lo sa tutta Roma e non c’era bisogno che ce lo ricordasse la giornalista di Chi l’ha visto? Raffaella Notariale. Se poi vogliamo far finta di niente….. meglio che ci sia chi ce lo ricorda.
…chi è senza peccato… scagli la prima pietra!
e si fece silenzio su tutta la terra…
Non diciamo sciocchezze, Renatino De Pedis non era un santo. Anzi lo sa tutta Roma e non c’era bisogno che ce lo ricordasse la giornalista di Chi l’ha visto? Raffaella Notariale. Se poi vogliamo far finta di niente….. meglio che ci sia chi ce lo ricorda.