In una fresca serata di primavera ed in circostanze curiose ho avuto il piacere di conoscere personalmente il mio amico William che vive in Germania. Punto d’incontro, guarda caso, l’edicola dell’ ”Edicolante pazzo”. Qualcuno penserà: “come fa a dire “amico” se lo ha conosciuto di persona solo ieri?”. Bella riflessione. Ma a penarci bene viviamo nell’era della globalizzazione e delle “non distanze”. Con la video-conferenza si può comunicare con tutto il mondo stando comodamente seduti sulla poltrona di casa con un notebook a portata di mano. Nel mio caso la posta elettronica ed il blog, hanno ridotto la distanza da Stoccarda, luogo in cui vive William, a Casarano. Mentre con William facevamo quattro passi nei pressi di “Palazzo De Iudicibus” e si parlava del più e del meno (e d’altronde non poteva essere diversamente con uno che studia matematica), si presenta davanti a noi Mohammed, un lavavetri che viene dal Marocco e che bestemmia in un italiano impeccabile. Ha più volte ripetuto “porco D…..” Ho pensato: “questi musulmani sono strani! Integralisti quando tocchi la loro religione, ma all’occorrenza pronti a bestemmiare come un «infedele» cattolico. Ma non mi va di aprire un dibattito sulla religione: la querelle che vede contrapposti Cristiani e Musulmani la lascio a chi è più esperto di me in materia. Dal canto mio le religioni tutte, nessuna esclusa, stanno iniziando a rompermi i timpani. Le mie reminiscenze scolastiche mi riconducono al buon Karl Marx (nella foto), il più grande filosofo dell’era moderna, che una volta molto saggiamente asserì:“La religione è l’oppio dei popoli” e molto probabilmente aveva ragione. Anche se onestamente per l’educazione che ho ricevuto mi schiero dalla parte di chi ha “fede”, ma con la giusta diffidenza nei confronti di tutti coloro che credono di poterla inculcare ai “timorati di Dio” dall’alto di un pulpito. Sono gli stessi che spesso troviamo nei fatti di cronaca nera, accusati di molestie sessuali nei confronti di quei chierichetti che un attimo prima servivano il loro carnefice nell’omelia. La fede è un qualcosa che la si deve sentire dal profondo dell’anima e nessuno può insegnartela. Voglio ritornare a parlare di Mohammed. Lui si che è un “povero cristo”. Vive in Italia da diversi anni, lontano dai figli e dalla moglie dalla quale si è separato (altra novità assoluta, almeno per me: anche i musulmani si separano!). Mi ha fermato mentre camminavo per la mia strada e parlavo con William. Molto probabilmente mi avrà scambiato per un “assessore” comunale. Ha iniziato a denunciare il fatto che vive in un luogo fatiscente, dove non c’é ne luce, ne acqua, ne servizi igienici. Era ubriaco e lo si sentiva dal puzzo vomitevole dell’alito che emanava e che facevo fatica a schivare. Non ho nulla contro gli immigrati. Anzi, per non essere frainteso dico che un extracomunitario che riesce ad integrarsi nel nostro paese può esigere pieni diritti alla stregua di un italiano, ivi compresi il diritto al voto e alla partecipazione della “res” pubblica. Faccio però un “distinguo”: se sei venuto nel mio paese, devi rispettarne le regole basilari e non devi ubriacarti e fermare le persone per strada. Per sua fortuna ha incontrato me e William. Forse qualcun’altro avrebbe reagito diversamente all’amico marocchino. Ma di questo breve spaccato di vita quotidiana va colto in pieno l’aspetto sociologico, non meno importante del semispiacevole episodio in se per se. Un impiegato scambiato per l’assessore di turno, lo studente universitario che vive in Germania ed il lavavetri ubriaco. Tre individui, divisi da esperienze diverse, culturali e religiose, ma che si sono ritrovati a discutere di un qualcosa che forse li accomuna: la società che li circonda e della quale fanno parte integrante, nel bene e nel male. Il tutto avvenuto in circostanze fortuite, nella stessa serata in cui conosco di persona William Ghilardi, alias “Osservodalontano”, sotto un cielo stellato in una fresca serata di inizio primavera, nell’anonima cittadina di Casarano, nel Salento. A proposito di università. Mi sono dimenticato di chiedere a William se in Germania ad un esame ci si presenta con il libretto degli esami oppure con quello degli assegni come sembra succeda a Bari. Ragazzi sono tornato e………. scusate il ritardo!
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