Archivio per Dicembre 2007

L’amore ai tempi del colera

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Questo libro del grande scrittore colombiano Gabriel Garcìa Marquez è tornato alla ribalta dopo più di vent’anni dalla sua pubblicazione, perché nelle sale cinematografiche è appena uscito l’omonimo film che vede protagonista femminile la nostra bravissima attrice Giovanna Mezzogiorno, nei panni di Firmina Daza. Mi è capitato di leggere questo libro circa una decina di anni fa e con tutta franchezza devo dire che non è proprio il mio genere letterario. Tuttavia l’opera di Marquez è un capolavoro della letteratura romantica che narra l’amore mai domo di Florentino Ariza verso la più bella donna del Caribe, Firmina Daza, conosciuta bambina e amata fino in vecchiaia. Un amore mai corrisposto per più di 50 anni. Nel frattempo la giovanissima Fermina, proveniente dall’alta borghesia colombiana, sposa il ricco dottor Urbino. Dal matrimonio nascono due figlie e la vita scivola via fino a quando la donna dopo 53 anni, sette mesi e undici giorni di matrimonio rimane vedova e Florentino finalmente può farsi avanti per coronare il sogno di tutta un’esistenza. Fermina, ormai nonna, col passare del tempo, sopìto il ricordo del marito defunto, saprà ricambiare questo sentimento.

FINE ANNO CON IL BOTTO, ANZI…….CON LA “BOTTA”

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Aprendo questa mattina i più rinomati quotidiani nazionali l’occhio è caduto immediatamente su una notizia che ha inorgoglito tutti gli italiani. L’iniziativa nostrana sulla moratoria internazionale contro la pena di morte, accolta dall’ONU, ha fatto il giro del mondo, occupando gli spazi di tabloid e riviste. C’è stato il plauso del Governo per quella che viene definita una «vittoria italiana»: Massimo D’alema, Ministro degli esteri, ha detto di essere contento per l’Italia; Prodi ha parlato di “orgoglio nazionale”. Peccato però che ad una notizia apparentemente positiva per la nazione, in quanto, ad onor del vero, l’abolizione della pena di morte non la vogliamo solo noi, c’è ne stata un’altra che ci ha fatto sprofondare nella dura realtà. Alcuni mezzi d’ informazione, questa mattina, hanno dato il triste annuncio che la Spagna, nostra partner europea, ci ha superato in ricchezza globale. Tradotto in termini più semplici vuol dire che dopo la Germania, la Francia e la Gran Bretagna non c’è più l’Italia come paese più ricco ed industrializzato d’Europa. A quanto sembra, siamo stati scavalcati al quarto posto dagli Iberici. Un quarto posto che storicamente tenevamo da dopo il boom economico degli anni sessanta e che abbiamo addirittura “rischiato” di migliorare negli anni ottanta a spese della Gran Bretagna. Purtroppo che avessimo toccato il fondo è sotto gli occhi di tutti; non vi erano dubbi visto e considerato l’andamento dell’economia italiana ormai esanime da anni. Ma la preoccupazione maggiore sta nel fatto che noi italiani non abbiamo solo toccato il fondo, ora stiamo anche scavando per andare sempre più giù! Ma forse non era il caso di infierire così brutalmente alla vigilia delle feste natalizie, poiché, si dice, a Natale bisogna essere più buoni. Quest’anno però noi Italiani oltre a sentirci più buoni, ci sentiamo, ahimé, anche più poveri. La mia proposta e quindi di riunirci in una “class action” spirituale e chiedere all’unisono al nostro buon Dio più che un dono natalizio, una scongiura: Quella di tenerci lontani dallo spettro di una non tanto remota crisi tipo “Argentina”,questa volta rigorosamente firmata “made in Italy”. Un felice e sereno Natale a tutti.

Pubblicato anche su: www.arcoiris.tv e http//citella.blogspot.com

 

 


 

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