Ciao Enzo!

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Dopo Indro Montanelli un altro maestro del giornalismo italiano se ne va. All’età di 87 anni si è spento in un letto di ospedale Enzo Biagi, giornalista, scrittore ed anche ex partigiano. Uno dei più grandi giornalisti italiani, se non il più grande. Da tempo era ammalato di cuore e negli ultimi mesi le sue condizioni di salute si erano aggravate. Una vita spesa per raccontare l’Italia e gli italiani, con umiltà, sensibilità, senza clamori. Egli stesso veniva da una famiglia non ambiente. Sin da giovane dimostrò la sua vocazione incline al giornalismo, tant’è che all’età di 21 anni entrò a lavorare nel “Resto del carlino” senza per questo abbandonare gli studi universitari. Oltre che direttore di varie testate giornalistiche, fu anche autore e conduttore di numerose trasmissioni televisive, tra le quali “Il fatto”, l’ultima di una lunga serie, che sancì nel 2002 la sua epurazione dalla Rai ormai in mano all’allora neo presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Non so quanti di voi, adepti del cavaliere e non, hanno ascoltato l’intervista, subito dopo la notizia della morte del giornalista, nella quale il cavaliere asseriva: “io non ho cacciato Enzo Biagi dalla Rai”;”…non ho cacciato nessuno”;”…una grande perdita per il giornalismo italiano” Ora, che Berlusconi fosse un bugiardo professionista lo pensano in molti, ma che fosse anche ipocrita nel parlare in questo modo di una persona che detestava e soprattutto che non c’è più, è veramente troppo! Per i poco informati e per quelli che chiudono gli occhi davanti all’evidenza dei fatti, è bene rammentare cosa disse dopo pochi mesi dal suo insediamento alla presidenza del consiglio, in quello che ormai è ricordato da tutti come “l’editto Bulgaro” del 18 aprile 2002. In quell’occasione, Berlusconi, che era in visita ufficiale in Bulgaria, sentenziò l’epurazione di Daniele Luttazzi, Michele Santoro ed Enzo Biagi dalla televisione pubblica, perchè i loro programmi erano “….troppo faziosi in una TV di stato che invece dovrebbe essere imparziale”. In realtà si stavano già facendo le prove generali per insediare ai vertici di Saxa Rubra i fedelissimi del regime; dopodicché Silvio Berlusconi si ritrovò con le due maggiori emittenti nazionali dalla sua parte: controllava di fatto la Rai e allo stesso tempo continuava ad essere proprietario di Mediaset. Aveva così ottenuta la “sua” imparzialità. Nessuno, da quel momento in poi, avrebbe più osato parlare delle sue vicende personali. Insomma, un tipico comportamento stile dittatura sudamericana alla Pinochet. Enzo Biagi, a caldo, dopo l’editto commentò: “Vorrei sapere quale reato ho commesso: stupro, assassinio, rapina?”. La trasmissione “Il fatto”, dopo la pausa estiva, non sarebbe più andata in onda. Pertanto Berlusconi ha perso una buona occasione per potersene stare zitto e rispettare la memoria di un grandissimo uomo. Personalmente di Enzo Biagi mi è rimasta impressa nella mente un’apparizione in TV di tanti anni fa, credo fosse la fine degli anni 70, inizi anni 80. Io ero poco più che adolescente quando in TV mandarono in onda un’intervista fatta a Stefano Delle Chiaie, personaggio di spicco del terrorismo nero di quegli anni, all’epoca latinante, se non ricordo male, in un non meglio precisato paese sudamericano che gli garantiva protezione. Rimasi colpito e ammirato da tanto coraggio, poichè Biagi, per poter raggiungere il luogo dell’appuntamento fu incappucciato e portato nel covo di Delle Chiaie, mettendo così a repentaglio la propria vita. Ogni volta che lo vedevo in video pensavo a quell’intervista, a quel coraggio, a quella professionalità, a quanti giornalisti in Italia avrebbero fatto lo stesso. Concludo questo post, con l’augurio che Biagi ora possa incontrare in Paradiso Montanelli per firmare insieme pagine epiche di un modo di intendere il giornalismo che è morto insieme a loro. Ciao Enzo!

1 Risposta a “Ciao Enzo!”


  1. 1 LIBORIO PRIMICERI 14 Novembre 2007 alle 16:34

    E’ vero la morte di Enzo Biagi e’ ancora una grave perdita per l’intera nazione, per l’insegnamento e l’alto valore morale che viene a mancare a tutti quanti, anche in virtu’ delle note vicissitudini subite dall’Uomo Ragno Berlusconi.
    Ma io non mi soffermerei sulle vicende passate o sull’uomo perche’ tutti siamo destinati a lasciare questa mondo, ma mi fermerei un attimo per riflettere se il Grande Insegnamento di Enzo Biagi ha trovato un terreno fertile per la crescita e la continuita’ di questi Valori a mio modesto parere Universali.
    E’ vero Enzo Biagi avra’ pure commesso degli errori, chi e’ che non commette errori, ma e’ stato ferreo nel rispettare e parallelamente seguire i suoi due valori piu’ imporatanti, L’Umile Onesta’ Intellettuale e le Non Bugie.
    Questi due valori detti in questo modo sembrano cose da bambini della scuola elementare ma sono i due pilastri del Buon Giornalista estendibili a tutte le professioni.
    Ora la riflessione da fare – penso che lo stesso Biagi sarebbe felice- il terreno dove lui ha seminato e’ pronto – preparato – per accogliere il suo seme di inconfondibile valore planetario.

    Un sentito Grazie Enzo per il Grande Insegnamento e per il Grande Stile di Vita.


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