Carrefour : à dieu Italie

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E’ notizia fresca fresca che il colosso francese della grande distribuzione Carrefour si stia apprestando a chiudere 11 ipermercati nel centro sud. Non è dato di sapere quali siano le località chiamate in causa e quindi nessuna notizia certa riguardante le sorti dell’ipermercato di Cavallino che a questo punto, dopo più di dieci anni, rischia di chiudere battenti. Difatti ci sono in pericolo migliaia di posti di lavoro che molto probabilmente andranno in fumo. La decisione di chiudere alcune sedi del sud Italia è stata presa dai vertici dell’azienda francese perché sembra ci sia stato nel corso del 2006 un netto calo degli introiti, soprattutto dai centri dislocati qui al sud, dovuto, a quanto sembra, alla grave crisi economica di alcuni settori cardine dell’economia che ha prodotto un calo delle vendite. Di tutta questa storia, che vede protagonista ancora una volta il nostro già martoriato sud, l’aspetto curioso riguarda le strutture che rimarranno. Sembra infatti che uno dei probabili acquirenti, secondo fonti di radio capital, sia il gruppo facente capo a Marco Tronchetti Provera, la Pirelli S.p.A. Ma non si sa niente di certo circa l’utilizzo finale di queste strutture.

4 Risposte a “Carrefour : à dieu Italie”


  1. 1 rocco de maria 20 Ottobre 2007 alle 09:22

    se tronchetti provera arriverà a tanto anche questo colosso farà la fine di telecom.
    Io da ignorante mi pongo questa domanda:
    tutti dicono che il gruppo tronchetti provera è indebitato fino al collo, ma allora da dove prende il soldi per un operazione del genere?
    Non è per caso che lo finanzia il gruppo Moratti(non il presidente dell’inter che a detta dei suoi stessi familiari non capisce un tubo).?
    saluti.
    p.s. ho scritto i nomi delle persone volutamente in piccolo perchè tali li considero.
    Rocco DE MARIA

  2. 2 William Ghilardi 21 Ottobre 2007 alle 04:51

    Caro Pino,

    scusa il ritardo nel rispondere al tuo post, ho avuto un bel traffico in questi giorni.

    Leggendo questo post mi son venuti alla mente episodi accaduti circa 15 anni fa. Ai tempi avevo circa la meta´ degli anni che ho adesso e piu´ o meno il triplo delle illusioni di oggi.

    Ricordo che era da poco caduta l´ Unione Sovietica e di conseguenza il sogno di milioni di individui.

    Alcuni incalliti sostenitori del capitalismo, dopo aver debitamente tacciato di ideologia i comunisti, dicevano (dimostrando di essere ancora piu´ ideologi dei comunisti) che l´Unione Sovietica e´ crollata perche´ la gente li non aveva piu´ una motivazione per produrre. Cioe´, siccome si faceva finta di pagare i lavoratori, i lavoratori facevano finta di lavorare.

    Nell´occidente invece, dove chi si da da fare, chi lavora, emerge e diventa ricco, la gente e´ piu´ motivata e lavora di piu´.

    Insomma la guerra fredda, che e´ costata sangue (Vietnam e Corea), nonche´ miliardi e miliardi di dollari bruciati in armamenti, era solo una guerra di motivazione. Ad un certo punto gli operai sovietici erano demotivati, e quindi hanno vinto gli operai americani.

    Quindici anni dopo scopri che c´e´ mancato mica troppo che il muro sarebbe crollato dall´altra parte…

    E allora incominci a chiederti quali erano le vere ragioni del crollo del loro sistema.

    Ecco, io non so se tu hai esperienza di lavoro presso una grossa azienda. Io ne ho conosciute dall´interno gia´ tre.

    Quello che le accomuna e´ il fatto che tutte e tre sono governate da una burocrazia tanto grande e potente quanto inutile e costosa.

    In questo genere di aziende tutte le decisioni che dovrebbero essere prese dal “centro” vengono prese in “periferia” e tutto quello che andrebbe deciso in “periferia” viene deciso in “centro”.

    Ci si inventano le cose piu´ assurde per giustificare il fatto che un certo numero di persone lavorano in questo o quel dipartimento/ufficio.

    D´altra parte se un capo-dipartimento e´ ONESTO e ammette di guidare un dipartimento inutile, questo viene chiuso, e lui perde il suo posto privilegiato di capo. Quindi tiene la bocca chiusa, partecipa a riunioni dove non fa altro che sottolineare l´importanza del suo dipartimento (che lui stesso sa non servire a niente), e continua a DANNEGGIARE l´azienda nel suo insieme.

    Finche´ appunto, qualcuno a un livello piu´ alto, ma esterno alla cerchia di cui il capo-dipartimento in questione lavora, decide (sulla base di calcolazioni degne di un computer della NASA, eseguite con software ideati su richiesta di gente inutile, per esigenze inutili e pagata con soldi utili) che l´intero stabilimento, o un gruppo di stabilimenti devono essere chiusi, perche´ i conti non tornano.

    E cosi´ sfumano migliaia di posti di lavoro.

    A questo punto capisci che il vero motivo che ha portato al crollo dell´Unione Sovietica, non e´ la motivazione dei suoi operai… quanto la burocratizzazione estrema di uno stato, che ad un certo punto non ha potuto piu´ reggere finanziariamente.

    Ecco, spesso nei colossi del capitalismo occidentale succede lo stesso.

    Salvo poi, per ragioni di comodo, di dare la colpa vuoi all´11 settembre, vuoi al calo delle vendite, vuoi alla concorrenza dei cinesi, vuoi alla mancanza di questo e di quest´altro…

    Un saluto

  3. 3 Tomasi Remo 27 Ottobre 2007 alle 08:39

    ma liberiamo lo stato dalla burocrazia in eccesso.

    Mi vien spesso di pensare a fantozzi: migliaia di scartoffie e solo uno che lavoro.

    Pubblico e privato: snellite le procedure! E cari direttori siate vigili e meritocrati!

    forse un po’ semplicistica… ma a me sembra così…


  1. 1 Liberismo e Statalismo: Le due facce della stessa medaglia « POST SCRIPTUM Trackback su 24 Ottobre 2007 alle 21:55

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