Riflessione sulla morte

14 agosto 2007 alle 03:21 | Pubblicato in Cultura | 3 commenti

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Non passa giorno che non legga sui quotidiani locali dell’ennesimo incidente mortale sulle  strade del Salento. Una vera e propria “mattanza” che non si riesce a fermare e che si protrae da mesi e mesi. Spesso si tratta di giovani vite spezzate, di ragazzi che incontrano prematuramente la “signora” senza volto, avviluppata nel suo sventolante mantello nero che impugna con una mano una lunga falce. Ho cercato di immaginare questo insolito e tragico appuntamento con la morte: Lei è lì ad aspettare sul ciglio della strada per quell’incontro indesiderato, non voluto ma gia stabilito per tutti al momento del concepimento in grembo materno; una spada di Damocle che portiamo sulla testa fin dalla nascita. Quel percorso di vita e di morte scritto con inchiostro indelebile su quella lucida lama di questa dama nerovestita che è lì ad attenderci, impassibile, senza alcun sentimento di rimorso, crudele, spietata, priva di vitalità della quale è assetata e sua unica e sola fonte di nutrimento. Pronta a catturare l’ennesima preda, mai sazia di quel bottino che ogni giorno si fa sempre più cospicuo. La morte si sa, è cieca, colpisce senza alcuna logica, è irrazionale nella sua lucidità; ti prende quando vuole e non da mai, non le dobbiamo nulla fino a quando non è lei a pretendere, senza deroghe, senza regole, senza alcuna possibilità di rimandare quell’incontro, nessuna possibilità di rinunciarvi. Sic et simpliciter. La morte è onnipotente, proprio come il nostro buon Dio: stessa grandezza, stessa onnipresenza, stessi poteri, stessa fonte di nutrimento. La morte e la vita: senza l’una non ci sarebbe l’altra, entrambe protagoniste della nostra esistenza, lunga o breve che sia. « …sono la morte e sono qui per te – dice al giovane – », «…prendi qualcun altro, io ho ancora voglia di vivere, sono giovane, vorrei sposarmi, fare dei figli, amare tutti i miei cari – disse il ragazzo…», ….« ….è stato gia scritto ….– sentenziò la morte…..». 

3 commenti »

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  1. C´ho pensato e ripensato giorni e giorni… ma non sono riuscito a trovare nulla da aggiungere al tuo post (vedi? anche la mia fantasia ha un limite…)

    Sul tema ci sono tornato di riflesso per via di un fatto che mi é capitato in queste settimane (troverai i particolari sul mio blog).

    Comunque prima di andarmene volevo consigliare un film con un grandissimo Antony Hopkins, sul tema appunto: Meet Joe Black (in italiano credo che sia: Vi presento Joe Black)…

  2. Ehi… ho un´idea… guardatevi e godetevi la scena finale del film….

  3. Conosco il film che propone William. L’ho visto e rivisto tante volte, perchè lo trovo molto bello e perchè c’è un Antony Hopkins paurosamente bravo.
    Personalmente non riesco ad accettare la morte, non tanto per me quanto per le persone che amo.
    E’ più forte di me. Purtroppo ho visto troppe persone giovani andarsene, e non per un incidente, ma per propria scelta. Fra la totale indifferenza o ignoranza del mondo. Forse questo è ancora peggio…
    Non lo so.


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