

Ero in dubbio se presentarvi prima “Saggio sulla Lucidità” che vede protagonisti gli stessi personaggi di “Cecità” oppure questo capolavoro di Saramago, a detta di molti il miglior libro del premio Nobel portoghese. Forse è meglio concedersi una pausa tra “Cecità” e “Saggio sulla lucidità” e buttarsi a capofitto sul “Vangelo secondo Gesù Cristo” (titolo originale, per gli esteti, “O Evangelho segundo Jesus Cristo). Un libro molto sofferto, una corrosiva rilettura della vita e del pensiero di Gesù; il libro che più di tutti ha scatenato le critiche della Chiesa portoghese e del Vaticano. Questo di Saramago è un “Vangelo” terribilmente umano, che permette al lettore di sentirsi spiritualmente vicino alla figura di Cristo, di un Gesù riportato a dimensioni umane e non divine, di un “poveruomo” come tanti altri “poveruomini” di questo mondo, peccatori e non.Prima neonato come tutti gli altri, poi in perenne lotta tra questo mondo, quello degli uomini e delle donne, dell’amore e del dolore terreno, e il mondo soprannaturale, quello del Padre, che non riesce a capire, i cui fini e confini, sono a lui come a tutti gli altri uomini, ignoti e imperscrutabili. Fino alla morte non desiderata e non voluta, lui stesso ignara vittima sacrificata ad una divinità indifferente, ingannato. Anche stavolta un Saramago che mi lascia a bocca aperta per la sua bravura.
Nella foto: La copertima del libro pubblicato in Italia da Einaudi. A destra J. Saramago
Recensione molto bella. Anche io ne ho parlato qualche tempo fa in un post. Non ti conoscevo.
Tornerò a vedere che altro scrivi.