Quarant’anni fa, il primo giugno 1967, i Beatles pubblicavano Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Un disco epocale, un capolavoro del rock che con le sue tredici canzoni gettò nel vento idee e innovazioni che avrebbero influenzato tutta la musica a venire (..) Ironia della sorte, Sgt. Pepper’s, nacque in un momento di crisi e sbandamento per i Fab Four. Verso la fine del 1966, stanchi del ruolo di idoli pop usa e getta, i quattro di Liverpool erano in cerca di nuove strade, non solo musicali ma anche d’immagine. Così, dopo aver deciso di evitare i tour e di dedicarsi solo alla musica di studio, con il vento in poppa della nascente psichedelica, ciascuno di loro si impegnò in nuovi progetti. George Harrison approfondì la sua passione per l’India e la cultura orientale. John Lennon si improvvisò attore per Richard Lester. Paul McCartney si appassionò alle musica di Berio e Stockhausen, e dopo un viaggio in America, pensò a un nome fittizio simile a quello di alcune nuove band californiane, come Quicksilver Messenger Service o Strawberry Allarm Clock. Tra tanta ispirazione e oro colato, nacque il Sergente Pepe, che con la sua Banda di Cuori Solitari, si prestava bene a fornire un alter ego ai quattro. ( fonte Kataweb )



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