Dopo la caduta della prima repubblica, tutti quanti abbiamo immaginato di dover affrontare gli anni a venire sotto un’altra prospettiva politica. La voglia di sovvertire il binomio che politica era uguale a corruzione aveva contagiato un po’ tutti: destra, sinistra, centro. Un forte senso di legalità e moralità aveva pervaso le nostre coscienze e ridato la speranza di poter vivere in una società democratica, legalitaria e moralizzatrice. Invece dove e come viviamo oggi?
Senz’altro , in una società senza ideali, trasformata in un puttanaio stratificato in tutti i settori, visibile a tutti i livelli, dai mass-media alla politica. Viviamo in una società dove non c’è spazio per le emozioni collettive; priva di valori e piena di opportunismi e trasformismi.
Viviamo in una società che ha perso ogni dignità, il proprio codice deontologico; spietata contro le fasce più deboli. Ed essendo tali, quindi, ricattabili.
Siamo sempre pronti a riempirci gli occhi di lacrime per l’ennesimo soldato caduto in Afghanistan, ma abbiamo perso il valore della misericordia, della solidarietà. Se incrociamo un uomo disteso per terra, lo scavalchiamo con indifferenza, come se, oltre il nostro mondo, nulla può riguardarci.
Stiamo vivendo in un puttanaio e forse chi fino a questo memento ha dormito si è risvegliato e riflette.
Viviamo in una società senza grandezza, che ha perso la sua virilità, dove gli obiettivi primari sono: l’acquisto di un SUV,dell’ l’ultimo telefonino supertecnologico, del Notebook ultrapiatto, del’I-Pod, l-Pad, I-Phone 1,2,3,4; oggetti da esibire come trofei e che ci fanno salire i gradini della scala gerarchica della società che “conta”, quella dell’apparire rispetto all’essere. Viviamo in una mediocrità quotidiana fatta di codici, password, parole chiave, Pin,cin,puk,enter, logout.
Non riusciamo più a trasmettere e a ricevere emozioni, a scrivere una lettera utilizzando un foglio e una penna, comunichiamo attraverso le mail, gli sms, gli mms, le chat. Si sono persi i veri valori dell’amicizia, quella fatta di rapporti umani e non virtuali.
Persino i nostri figli hanno subito una mutazione genetica: Si rintanano nella loro stanzetta per intere giornate davanti alla Tv o al PC, alla Playstation, all’Xbox. Dove sono finite le partite di “pallone” che duravano fino a tarda sera?
Proviamo invidia e non sdegno nei confronti di chi, può permettersi di affittare un’intera palazzina e “parcheggiarvi” le proprie puttane, anche minorenni. Cortigiane di palazzo che accorrono quando il Re chiama. Pronte a tutto pur di fare carriera!
E tutto passa per “normale”.
Il virus dell’indifferenza si è propagato come una metastasi nella nostra società e l’antidoto dell’indignazione non riesce a guarci da questo letame sociale.
E come non puntare il dito sulla TV trash, fomentartrice di questa deriva sociale che ha agito e agisce sulla psiche dell’immaginario collettivo; soprattutto sui giovani che la prendono a modello. Dalla trasmissione “Drive in”, pioniera della Tv spazzatura, al “Grande fratello”, dalle isole dei famosi, ad Amici, ai gabibbi, alle veline, ai buffoni , alle troie di Stato, ai “Minchiolini” di turno.
Viviamo in una società dove tutto è virtuale e falso, che trasuda pornografia a tutti i livelli. Proprio per questo, viviamo in un bordello a cielo aperto.
Come trarre in salvo noi e le generazioni future da tutto questo?
Pinuccio Montedoro













A differenza delle passate elezioni amministrative del 2004, quest’anno il numero di candidati alla carica di primo cittadino è sceso da 7 a 4. Ma non è diminuito quello delle liste. Facendo un piccolo calcolo matematico, se l’elettorato si dovesse dividere equamente, ad ogni candidato consigliere toccherebbero all’incirca 40 voti.
…..a Gabriele Muccino ed il suo “Sette anime”, il film che nelle sale sta riscuotendo più successo di tutti. Per noi italiani un motivo in più per essere orgogliosi di una pellicola girata interamente in america, con attori americani, ma con la regia italianissima. Ancora una volta il binomio Muccino-Smith ha funzionato e dopo “La ricerca della felicità” ecco qua un altro capolavoro. Veramente un bel film che consiglio di andare a vedere. Ben Thomas (Will Smith), un ingegnere aerospaziale, che ha studiato al MIT e che apparentemente sembra una persona felice e cordiale si spaccia come funzionario del fisco per poter avvicinare delle persone in difficoltà a cui vuole dare aiuto, pur di poter espiare una colpa che lo lacera da tempo. L’unico a conoscenza del suo piano e il suo miglior amico Dan (Barry Pepper), che non sembra affatto d’accordo con il mezzo scelto dal protagonista per completare la sua opera di redenzione, mentre il fratello (Michael Ealy), il vero esattore, lo cerca più volte per riuscire ad ottenere una spiegazione plausibile al fatto che si sia estraniato dalla sua vita, vendendo addirittura la propria villa. Nessuno sembra riuscire a fermare Ben, che passa le sue giornate ad assicurarsi di aver scelto le persone giuste da far felici, come ad esempio Ezra (Woody Harrelson), il lavoratore non vedente del call center, oppure in ospedale per analisi e visite. Proprio tra i pazienti, però, conosce e si innamora di Emily (Rosario Dawson), una ragazza dolcissima, che ha assoluto bisogno di un trapianto di cuore, ma che, a causa della scarsa compatibilità, rischia di non averlo. Il cast di attori è di tutto rispetto: oltre a Smith, c’è l’attrice emergente Rosario Dawson, poi Woody Harlenson ( era il marito di Damy Moore in “Proposta indecente”) e Berry Pepper ( era nella “25ª ora” di Spyke Lee). Volevo sottolineare il fatto che tantissime recensioni autorevoli, di siti “specialisti” riportano clamorosamente tutte lo stesso errore. Tutte quante raccontano di Ben che è un esattore delle tasse con manie suicide. Non c’è nulla di più falso.
Seguo con interesse tra le righe del sito “tuttocasarano” la querelle politica che si è venuta a creare circa il presunto conflitto di interessi che graverebbe sull’ ipotetica e non ancora confermata candidatura a Sindaco di Ivan De Masi. Associazioni neonate ed altre già esistenti, schieramenti consolidati sia di destra che di sinistra stanno vivacizzando il dibattito intorno a questa questione. Una campagna elettorale, iniziata anzitempo sul web, che fra qualche mese deciderà chi governerà la nostra città per i prossimi 5 anni. Intanto un dato di fatto, che esula dal discorso delle candidature, riguarda non tanto la sostanza quanto la forma di questa sorta di tribuna elettorale telematica . Oltretutto ci fa riflettere su come siano cambiati i tempi ed i modi di fare politica, soprattutto dopo l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione come Internet. Ricordo molti anni addietro quando da un megafono di una vecchia Fiat 600 si annunciava il “comizio”. Questa parola ormai in disuso e demodè. La lotta politica era serrata ed anche noi Casaranesi avevamo i nostri Don Camillo e Peppone che erano rappresentati da due personaggi dal peso politico, sia a livello locale che nazionale, che pochi hanno avuto in seguito. Mi riferisco all’onorevole Mario Toma del Partito Comunista e all’onorevole Luigi Memmi della Democrazia Cristiana. Lo scontro politico avveniva faccia a faccia e non a colpi di comunicati stampa. Si setacciavano tutti i quartieri della città e c’era il dialogo con la gente. Se pur discutibili, indubbiamente erano altri tempi ed altri modi di intendere la politica. All’epoca i candidati al seggio di “consigliere comunale” non avevano un ruolo passivo, come quelli di oggi. Facevano dei comizi nei quartieri popolari. Era gente che sapeva parlare, preparata politicamente, magari senza scuole. Fra questi ricordo benissimo, pur essendo all’epoca poco più che un adolescente, alcuni discorsi del compianto Giovanni Coletta, che dall’alto della sua 5ª elementare sfoderava saggezza politica e culturale, oltre che un’intelligenza straordinaria che oggi il più brillante dei laureati non si sognerebbe di raggiungere minimamente. D’altronde non è la scuola che forma l’uomo di cultura. 










































